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Impiego dei beta-bloccanti nei pazienti con malattia reattiva delle vie aeree, ospedalizzati per sindrome coronarica acuta

I beta-bloccanti sono di beneficio nel trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute e nella prevenzione secondaria di eventi coronarici.

Le attuali lineeguida riportano che le malattie reattive delle vie aeree, come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO ) sono controindicazioni relative ai beta-bloccanti.

Uno studio, coordinato da Ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e Harvard Medical School a Boston, ha valutato l’uso dei beta-bloccanti entro 24 ore dal ricovero ospedaliero e alle dimissioni nei pazienti con ( n=12.967 ) e senza ( n=81.140 ) sindromi coronariche acute.

I dati sono stati raccolti in 435 ospedali tra il 2000 e il 2006.

Un modello di regressione logistica multivariato è stato usato per determinare i predittori del trattamento con beta-bloccanti.

Nei pazienti con nessuna storia di malattie reattive delle vie aeree, il tasso di prescrizione dei beta-bloccanti è stato del 78.3% al momento dell’ingresso in ospedale e 88.7% alla dimissione; nei pazienti con una storia di malattia reattiva delle vie aeree, il tasso è risultato essere del 65.6% al ricovero e del 77.2% alla dimissione.

Rispetto ai pazienti con nessuna storia di malattie reattive delle vie aeree, i pazienti con storia di asma o BPCO presentavano una minore probabilità di far uso di beta-bloccanti al momento del ricovero ( odds ratio, OR=0.58; p<0.0001 ) e di ricevere una prescrizione con un beta-bloccante alla dimissione.

Il più significativo predittore della probabilità di non ricevere un beta-bloccante al momento del ricovero o alla dimissione era la storia di malattia reattiva delle vie aeree.

La prescrizione di beta-bloccanti entro 24 ore dopo il ricovero è risultata associata ad una più bassa mortalità ospedaliera nei pazienti con malattie reattive ( OR=0.52; p<0.001 ) e nei pazienti senza asma e BPCO ( OR=0.38; p<0.001 ). ( Xagena2009 )

Olenchock BA et al, Am J Cardiol 2009; 103: 295-300


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