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Posizionamento prono nella sindrome da distress respiratorio acuto


Studi precedenti che coinvolgevano pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto non hanno mostrato effetti benefici del posizionamento prono durante il supporto ventilatorio meccanico sugli esiti.

Uno studio ha valutato l’effetto dell’applicazione precoce della posizione prona sugli esiti in pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto grave.

Nello studio multicentrico, prospettico, randomizzato e controllato, 466 pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto grave sono stati assegnati in maniera casuale a sessioni di posizionamento prono di almeno 16 ore o ad essere lasciati in posizione supina.

La sindrome da distress respiratorio acuto grave è stata definita come un rapporto tra la pressione parziale dell’ossigeno arterioso sulla frazione di ossigeno inspirata ( FiO2 ) inferiore a 150 mm Hg, con una FiO2 di almeno 0.6, una pressione positiva di fine espirazione di almeno 5 cm d’acqua e un volume corrente vicino a 6 ml per chilogrammo di peso corporeo predetto.

L’esito primario era la proporzione di pazienti deceduti per qualunque causa entro 28 giorni dopo l’inclusione.

In totale, 237 pazienti sono stati assegnati al gruppo posizione prona e 229 al gruppo posizione supina.

La mortalità a 28 giorni è stata del 16.0% nel gruppo posizione prona e del 32.8% in quella posizione supina ( P inferiore a 0.001 ).

L’hazard ratio ( HR ) per decesso con posizionamento prono è stato pari a 0.39.

La mortalità non-aggiustata a 90 giorni è stata del 23.6% nel gruppo posizione prona versus 41.0% in quello posizione supina ( P inferiore a 0.001 ), con un hazard ratio di 0.44.

L’incidenza di complicazioni non ha mostrato differenze significative tra i gruppi ad eccezione dell’incidenza di arresti cardiaci, che è risultata superiore nel gruppo posizionamento supino.

In conclusione, nei pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto grave, l’applicazione precoce di sessioni di posizionamento prono prolungate ha diminuito la mortalità a 28 e a 90 giorni. ( Xagena2013 )

Guérin C et al, N Engl J Med 2013; 369: 980-981

Pneumo2013



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