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Tumore polmone

La terapia a base di Bevacizumab prolunga la sopravvivenza oltre i 14 mesi in pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule in fase avanzata


Nuovi dati hanno mostrato che la terapia a base di Bevacizumab ( Avastin ) offre una sopravvivenza mediana di 14.6 mesi in combinazione con regimi chemioterapici comunemente impiegati nella pratica clinica in una popolazione allargata di pazienti con tumore polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ).
I dati provengono da uno studio di fase IV con oltre 2.000 pazienti, la maggior parte dei quali presentava adenocarcinoma, la forma più comune di NSCLC.

Due studi di fase III clinica ( E4599 e AVAiL ) avevano già dimostrato che la terapia di prima linea a base di Bevacizumab era in grado di migliorare in modo significativo gli esiti dei pazienti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule.
I risultati osservati nello studio SAiL sono coerenti con quelli di un'analisi compiuta nello studio E4599, che aveva mostrato una sopravvivenza mediana di 14.2 mesi nei pazienti con istologia di adenocarcinoma.

Lo studio SAiL ha coinvolto una vasta popolazione di pazienti, tra cui soggetti anziani ( età maggiore o uguale a 65 anni ), quelli con metastasi al sistema nervoso centrale ( CNS ) e quelli con uno scarso stato di performance.
E’ stata riportata una bassa incidenza di effetti collaterali clinicamente significativi, confermando il buon profilo di sicurezza di Bevacizumab.

SAiL è uno studio di fase IV, in aperto, multicentrico, a braccio singolo, che ha coinvolto 2.212 pazienti con tumore polmonare non-a-piccole cellule, non-squamoso, localmente avanzato, oppure metastatico o recidivante. Nell’86% dei pazienti il tumore presentava istologia di adenocarcinoma.
L'obiettivo primario dello studio era quello di confermare i dati di sicurezza e di efficacia di Bevacizumab in combinazione con la chemioterapia standard di prima linea, in una popolazione allargata di pazienti.
L'obiettivo secondario era valutare l'efficacia del Bevacizumab ( sopravvivenza globale, controllo della frequenza della malattia e il tempo alla progressione ) e la sicurezza di Bevacizumab in pazienti che sviluppano metastasi del SNC durante il trattamento e nei 6 mesi successivi.

I pazienti hanno ricevuto Bevacizumab (7.5 o 15 mg/kg ogni 3 settimane ) più chemioterapia standard per un massimo di 6 cicli, con Bevacizumab in monoterapia come terapia di mantenimento fino a progressione della malattia.

E’ stata riscontrata una sopravvivenza globale di 14.6 mesi, tempo alla progressione di 7.8 mesi, e un tasso di controllo della malattia dell’88.7%.

Il tasso globale di sanguinamento è risultato basso ( 3.6% ); l’emorragia polmonare è stato un evento raro ( 0.7% ). Inoltre, solo due pazienti ( 0.1% ) hanno sperimentato sanguinamento, clinicamente significativo, a livello del sistema nervoso centrale tra più di 200 pazienti con metastasi del SNC. ( Xagena2010 )

Fonte: The Lancet Oncology, 2010


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